Introduzione
28 Giugno 2167

Ricardo Texeira uscì soddisfatto dal settore privato del piccolo jet che lo stava conducendo da Los Angeles a Melbourne. Rifletté sul fatto che essere il presidente della Synbiomed, una delle più potenti multinazionali in campo farmaceutico, di sicuro aveva i suoi vantaggi.
Un lussuoso jet dotato di ogni comfort, tre hostess servizievoli pagate per soddisfare ogni sua necessità, un addetto di volo con il compito di verificare che il pilota automatico portasse a termine tutte le manovre senza inconvenienti: più che un trasferimento di lavoro era una vera e propria pacchia.
Quella sera per il suo svago privato aveva scelto Sophia, una bellezza ucraina con occhi verdi e lunghi capelli biondi, un metro e ottanta di perfetta armonia, con seni non esagerati ma tondi e sodi proprio come piaceva a lui. Anche le altre due ragazze non erano da meno, ma le avrebbe prese in considerazione in un’altra occasione. Sorrise al pensiero: qualcun altro, al posto suo, avrebbe deciso di non fare rinunce, ma lui era un tradizionalista e preferiva gustarsi una sola donna per volta. Questo bastò per farlo sentire in pace con la coscienza.
Tornato al suo posto, Ricardo scelse dal fornito bar di bordo un Dalwhinnie invecchiato 35 anni. Osservò il whisky scuro nell’ampio calice a coppa che gli veniva porto, annusò brevemente per tre volte, poi lasciò che le complesse sensazioni gustative inondassero il palato.
Un piacevole tepore cominciò a scorrere per la gola, giungendo fino allo stomaco.
Posò il calice sul tavolino che aveva davanti e volse i suoi occhi scuri verso il finestrino. Il vetro che lo separava dal buio della notte oceanica restituì l’immagine di un volto paffuto, con folti capelli crespi spruzzati di grigio sulle tempie e un carnato color latte macchiato.
Si osservò con calma e si sistemò con la mano sinistra due ciuffi resi ribelli dal passatempo con Sophia. Bevuto un altro sorso di whisky, cominciò a ripassare mentalmente gli obiettivi che intendeva centrare nel suo soggiorno australiano. Doveva lottare, conquistare mercato per la sua azienda, il predominio della Titanlab poteva e doveva essere scalfito. Nonostante fosse priva dell’installazione spaziale dei rivali, la Synbiomed era pronta a far uscire nuovi prodotti, aveva il suo vaccino anti cancro che dava buoni risultati ad un costo accessibile, conduceva una costante attività di ricerca e sviluppo. La Titanlab, questo era certo, finalmente aveva un temibile competitor.
Un’improvvisa, sinistra vibrazione destò Ricardo Texeira dalla sua meditazione. Un successivo scossone lo gettò nel panico e gli fece cadere sul raffinato intero grigio a righe quanto rimasto nel bicchiere.
Il jet cominciò a perdere quota in maniera così repentina che una delle due ragazze presenti nel vano passeggeri finì rovinosamente a terra, mentre l’altra riuscì a fatica a mantenere l’equilibrio aggrappandosi allo schienale di una poltrona. Sophia, ancora in bagno a darsi una rinfrescata dopo lo svago concesso al presidente, cominciò ad urlare. Texeira venne catapultato in avanti, sbatté con violenza contro il tavolino e si ferì ad uno zigomo.
Nonostante i tentativi frenetici del supervisore di volo in cabina di comando, l’aereo continuò la sua folle picchiata verso il basso, giungendo in breve ad impattare con la sua parte anteriore contro le fredde e tumultuose acque del Pacifico. Lo schianto fu terribile, ma lo scafo resse. Per brevi istanti angoscianti parve avere la portanza necessaria per restare a galla poco al di sotto del pelo dell’acqua, ma poi si inclinò di lato e cominciò rapidamente ad inabissarsi.
I terrorizzati passeggeri si protessero come possibile al momento dell’impatto, accolsero con grida di spavento l’inizio dell’inesorabile discesa, osservarono con occhi carichi d’orrore le prime crepe che cominciavano a prodursi nei finestrini a causa della crescente pressione, mentre l’intera fusoliera scricchiolava e gemeva come se mani giganti avessero cominciato a serrarla nella loro implacabile morsa. Ben presto anche le luci d’emergenza si spensero, e l’aereo si trasformò in una buia pietra tombale che sprofondava negli abissi oceanici.
In un attimo di lucidità prima della fine, con l’acqua che iniziava a filtrare, Texeira capì di aver osato troppo. Era un messaggio forte e chiaro alla multinazionale di cui era a capo: segnalava che alcuni limiti non erano valicabili.